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Due Sicilie
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Le fatture di Maroni

di Nicola Zitara

Siderno, 21 ottobre 2008

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A consultare il vocabolario si appende che, nella lingua italiana,  la parola "fattura" ha due significati. Ci sono le fatture emesse dalle ditte commerciali e le fatture che sono opera dei fattucchieri. Su questa base diventa alquanto ipotetico a cosa si riferisse il sig. ministro Maroni, lombardo e stronzobossista, a proposito delle fatture 'ndraghetiste, che ascendono a 45 miliardi. Chi scrive vive in un posto altamente 'ndranghestico, cioè in Calabria. Di persone sicuramente affiliate e di compari e amici della 'ndrangheta ne conosce un gran numero. Anzi deve onestamente dire che gli sono più simpatici i 'ndranghetisti, che i ministri, i deputati, i governatori e gli assessori, specialmente se calabresi anche loro (e anche loro, in maggior parte, odorosi di preferenze 'ndraghetistiche).

Avendo conosciuto, frequentato, negoziato, e conoscendo, frequentando e per quel può, negoziando con 'ndranghetisti della miglior schiuma, sì è fatto l'idea che questi egregi contravventori di ogni legge e familisti amorali non siano tanto ricchi quanto si dice. 45 miliardi  corrispondono a quattrocentocinquanta milioni di volte lo stipendio mensile di un insegnante. Ponendo ad esempio che i 'ndranghetisti calabresi siano 50.000, ogni 'ndraghetista si porta a casa 900.000 mila euro l'anno, che divisi per dodici mesi fa 75.000 euro al mese. In altre parole tra il tenore di vita del sottoscritto e il tenore di vita del simpatico 'ndranghetista, con cui chiacchiera al caffè, ci sarebbe una differenza tra un caffè e 75 caffè. Ovvero anche tra una macchina nuova ogni 12 anni e una macchina nuova ogni settimana.

Non so se il ministro Maroni ami il vino o sia astemio. Comunque fra i 'ndraghetisti che circolano in paese nessuno ha tenore di vita superiore diciamo a 10 o 20 volte il tenore di vita di un insegnante.

Però, sobrio o no, il ministro Maroni ha in mano dati nazionali, e benché appartenga alla banda Bassotti lumbard, a vederlo in televisione e a sentirlo parlare dà l'idea di una persona prudente. Cosicché se ha detto 45 miliardi di euro, quelli sono, poco più o poco meno.  Allora il busillis è questo: dove sono i 45 miliardi incassati annualmente dai nostri amici e compari, nella misura media di 900.000 euro pro capite 'ndraghetistica? Qui in Calabria, sicuramente no. Per quel che il sottoscritto ha potuto intravedere, neppure a Napoli o a Palermo. Forse, se l'illustre ministro Maroni girasse un po' per le vie delle città che meglio conosce, sicuramente qualcosa troverebbe.

Spesso Totò sbottava nella vernacolare esclamazione: "Ma mi faccia il piacere, mi faccia...!"  (N.Z.)












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