La storia politica delle regioni meridionali d’Italia (propriamente l’Italia), della Sicilia e della Sardegna è strettamente legata alla loro posizione geografica e alle vicissitudini di un’area, che il massimo storico del secolo scorso ha indicato con l’espressione ‘Continente mediterraneo’.
Nella storia antica il Continente mediterraneo si stendeva da Marsiglia
e dalle Baleari verso oriente, comprendendo entrambe le coste
d’Italia, la Sardegna e la Sicilia, Cartagine, la Grecia e le sue
isole, la Lydia, la Tracia, la Libia, l’Egitto, la
Palestina, la Siria, il Libano, l’interno di questi paesi,
attraversati dalla vie carovaniere, fino al Tigri e all’Eufrate,
e anche oltre, fino a Samarcanda e al sud fino all’Indo, dove
giunse e morì Alessandro Magno.
Il continente europeo vero e proprio – alle origini Roma, in
quanto testa di ponte del Continente terrestre - ha tratto le
basi della sua civilizzazione e del suo successivo dominio dalla
civiltà antagonista. Nel corso del processo di
assimilazione ha strategicamente provveduto a sottometterla e ad
annientarla.
I tre atti distruttivi più emblematici sono cronologicamente:
l’assassinio di Archimede, espressione massima della
civiltà mediterranea, la distruzione di Cartagine,
l’antico impero marittimo del Mediterraneo, l’incendio
della grande Biblioteca di Alessandria, in cui convergeva il sapere dei
Greci e il sapere degli Egizi e degli altri popoli mediorientali.
Con la morte di Archimede il Sud insulare e continentale uscì
dalla storia, per diventare una terra d’occupazione dei
latifondisti romani. La più istruttiva testimonianza della
distruzione condotta dai Romani, ce la dà proprio un romano,
Cicerone con le sue arringhe contro il propretore Verre, le celebri
Verrine, e quelle in difesa dei Sardi,
anch’essi saccheggiati allo stesso modo.
La storia dell’Italia sotto Roma definisce una volta per tutte il
confine politico e civile tra Continente europeo e Continente
mediterraneo. Sotto Roma nascono le due Italie. Al tempo di
Cicerone e di Cesare, l’Italia propriamente detta finiva dalle
parti di Rimini. Essa non comprendeva la città di Roma (mentre
comprendeva i Latini), l’Etruria, la Liguria e tutte le regioni
padane, le quali erano abitate da etnie non italiche, come i
Galli e i Veneti. Gaio Mario e Caio Giulio Cesare modificarono in
profondità il quadro politico nazionale, portando l’Italia
più in su ed emarginando politicamente il Sud, la Sicilia e la
Sardegna.
Questa divisione fu ribadita delle invasioni barbariche. Difatti,
mentre gli stanziamenti barbarici coinvolsero l’Italia
centrosettentrionale (non estendendosi significativamente a Sud
di Benevento), il Sud rimase sotto l’Impero Romano
d’Oriente dal 580 al 1079 dell’Era cristiana. Socialmente
parlando, il Centronord ebbe il feudalesimo, mentre il Sud
conservò la proprietà privata, gli scambi di mercato,
l’artigianato e il commercio lontano. Tornò alla lingua
greca e abbracciò il cattolicesimo orientale.
Quando l’Europa terragna, con in testa il Papato, decise di
portare, con le Crociate, la sua controffensiva verso il mondo
musulmano, padrone delle sponde del Medioriente, l’assetto
multietnico, il rito cattolico orientale e in genere la tolleranza dei
meridionali verso gli arabi, convinsero il Papato e le grandi potenze
cattoliche (l’Impero tedesco, la Francia, l’Inghilterra e
la Spagna), che il Sud non dovesse continuare ad essere una testa
di ponte dell’Oriente in una terra pretesa come Occidentale.
Da qui la spedizione normanna nel Sud, l’introduzione del
feudalesimo, la lotta sanguinosa contro la Chiesa orientale, il
baronaggio. La resistenza di Federico II e di suo figlio Manfredi fu
vinta e vanificata nel volgere di pochi decenni. Il Sud venne affidato
prima alla Francia e poi alla Spagna (potenza fortemente avversa
all’Oriente e nella sostanza politica, non mediterranea, ma
continentale).
Il Sud rimase feudale e sotto la tutela del Papato e delle grandi
potenze europee, quasi una terra di nessuno tra l’Europa terragna
e gli arabi, i saraceni, i turchi, fino al 1734, allorché le Due
Sicilie divennero uno Stato indipendente che sotto la guida e
l’ispirazione degli Illuministi napoletani tentò di
recuperare i tempo perduto.
A questo tentativo pose fine, nel 1860, la conquista toscopadana. In un
ambito molto più piccolo e molto mediocre, l’opposizione
tra il Meridione e la Toscopadana riproduce il tempo di Cicerone e
delle Verrine. Per il Sud, il bene è venuto sempre da mare e il
male sempre dall’Europa terragna.
Ai sensi della legge n.62
del 7 marzo 2001 il presente sito non costituisce testata giornalistica.
Eleaml viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale e
del web@master.