
Dopo tre tentativi andati a vuoto la Lega Nord, con un governo composto da nordisti e da alcuni servi meridionali, riuscirà ad applicare in Italia il federalismo fiscale. Il Sud, così, ormai non più utile ai bisogni coloniali dei tosco-padani, verrà buttato via come un limone spremuto, quadruplicando la disparità con il Nord, tanto che la "questione meridionale" si trasformerà in "Italia divisa in due".Il federalismo, infatti, prevede di lasciare alle Regioni l'80% dell'Iva, un gettito Irpef non inferiore al 15% e il Fisco applicato a giochi e tabacchi. Da evidenziare che l’IVA pagata dal Sud a imprese che hanno sede legale al Nord è conteggiata (e resta) al Nord. >> Antonio Pagano - Due Sicilie, Nr. 4, 2008
Più passa il tempo e più mi convinco che questo paese chiamato Italia è ormai incartato, ripiegato su sé stesso e senza soluzioni. Nato male, con un’economia sbilanciata e con sopite ma mai scomparse crisi di rigetto al suo interno che potrebbero sempre esplodere. Governato peggio da monarchie truffaldine, regimi dittatoriali e da precarie democrazie repubblicane. Un paese che si ritrova attualmente con un governo ed una opposizione non capaci di assolvere ai loro ruoli. >> Andrea balìa - FORA... 29/06/2008
Una cosa interessante è la prospettiva che lei propone come vincolo metodologico, ovvero l’adozione del punto di vista dell’osservatore per un fenomeno che comunque è interno alle comunità in cui viviamo e spesso impastato con le strutture portanti della società meridionale. Che cosa significa assumere un’ottica antropologica nell’analisi della camorra? >> Intervista a Satriani - Nazione indiana
Commemorazione al campo di sterminio piemontese per ricordare le migliaia di giovani Meridionali che vi persero la vita - Nella nostra storia non vi è vicenda più dolorosa dei supplizi patiti dai Soldati delle Due Sicilie rinchiusi nel carcere di Fenestrelle fin dal 1860. Una soppressione crudele, lenta e sistematica di decine di migliaia (forse 30.000) di giovanissimi figli del Sud rei di aver rispettato il giuramento e di aver servito e combattuto con onore, amore ed alto senso del dovere, in difesa della propria "Patria Napolitana". >> Rete Due Sicilie - 24 Giugno 2008
Gentile Signor Errico, Leggo con un certo stupore alcune Sue affermazioni. La storia personale di molti appartenenti a l'Altro Sud-UDS testimonia una lunga militanza operata in favore del Mezzogiorno, durata anche vari decenni, fino a costituire, in molti casi, un motivo di vita. Ma, come si dice in queste situazioni, se non ci si conosce è possibile fare valutazioni precipitose e, dunque, imprecise. >> Antonio Gentile -20 Giugno 2008 - www.laltrosud.it
La popolazione irlandese, che forse è l'unica ad aver tratto reali vantaggi economici dalla partecipazione alla comunità daziaria europea, ha bocciato il trattato di Lisbona, tendente a consegnare anche formalmente in mano al padronato tedesco, francese e inglese il governo dell'intero continente. Non è il primo no della gente, saltuariamente e disorganicamente interpellata dai padroni europei. C'è già stato il no dei francesi al referendum sulla costituzione, altrove votata alla chetichella dai parlamenti gropponi. >> Nicola Zitara - FORA 18/06//2008
Cari amici de laltrosud, la vostra iniziativa, pur lodevole nelle intenzioni, poggia sul vento. Non ha radici storiche, senza di esse non si costruisce alcun futuro. Non si tratta si restaurare la monarchia borbonica con cui la storia ha già fatto i conti. Solamente di ristabilire la verità storica. Con la guerra civile postunitaria e centomila morti – secondo le stime più prudenti – noi siamo divenuti di fatto un popolo sconfitto. >> Mino Errico - 18/06//2008
Sapete qual è lo sport nazionale dei giornalisti italiani? Sparare sulla Croce Rossa, ovvero parlar male del meridione. In disaccordo su tutto, ma accomunati da Destra a Sinistra nel sacro compito storico di perpetrare la militanza antimeridionalista. Siamo un ameno luogo che per Feltri è “la terra maledetta” e per Bocca “l’inferno”. Quest’ultimo ha segnato la sua carriera di giornalista/scrittore di perle per l’appunto di libri come “L’inferno”, “La disunità italiana”, e buon ultimo “Napoli siamo noi”, nonché un nutrito numero di articoli sempre benevoli, solidaristici, e predisposti (sic!) all’analisi storica. >> Andrea balìa - FORA... 16/06/2008
Come annunciato con precedente messaggio, confermo che dal 20 al 22 giugno p.v. si terrà il 1° Congresso Nazionale del Partito del Sud-Alleanza Meridionale presso la Sala Verde dell'Hotel Serapo di Gaeta. Tutti i Coordinatori Regionali ed i Componenti del Coordinamento Nazionale sono invitati a partecipare anche alla luce delle deliberazioni che si andranno ad assumere in merito ad una eventuale aggregazione con le altre formazioni meridionaliste. >> Antonio Ciano - 13/06//2008
Quali sono le meraviglie della Napolitania? Nell’antichità furono scelte le sette meraviglie del mondo, bellezze che ancora oggi sono ricordate nei libri di storia. Noi Napolitani dovremmo fare lo stesso indicando sette manufatti umani, che partendo dall’epoca dei popoli italici e proseguendo nel tempo della Magna Grecia, quello Romano, l’alto medioevo ed infine il Regno indipendente fino al 1860: siano simbolo dell’operosità, orgoglio della nostra Nazione e Patria Napolitana porta-bandiere della nostra terra nel mondo. Insomma sette opere che abbiamo quelle caratteristiche di magnificenza e perfezione da lasciare chiunque affascinato. >> Joseph Epomeo - 09/06//2008
Il quadro è di una chiarezza impressionante. Quasi lutti ì ministri (e i sottosegreta a) del nuovo governo Berlusconi provengono da due sole regioni, la Lombardia e il Veneto. Al Sud vengono riservale le briciole, ad alcune regioni nemmeno quelle, all'MPA alcuni posti di sotto governo. Il neopresidente del Consiglio ha avuto l’impudenza di riferirsi, nel suo discorso programmatico al parlamento, al grido di dolore" che verrebbe dal Nord, non accennando minimamente alle gravissime emergenze del Sud. >> Edoardo Spagnuolo - Terra Nostra n. 2 - 2008
Siamo alla vigilia della Celebrazione, nel 2011, dei 150 anni dall’unificazione politica dell’Italia, ed un rapido sguardo al passato può certo essere utile a tutti. Ma se qualcuno ritiene di conoscere bene i principali passaggi riferiti qui alla storia della Nazione, salti pure a piè pari queste prime pagine sul passato, che pure sono a vario titolo illuminanti. >> /www.svimez.it - Maggio 2008
La colpa è nostra, e su questo non ci piove. Destra e Sinistra non hanno risolto il problema “monnezza”con le loro giunte, i loro sindaci e presidenti regionali. L’ultimo governatore ha la colpa in più d’essersi fatto esplodere la bomba in mano, in quel momento aveva lui le mani nella marmellata. Noi napoletani ci siamo fatti governare da questa gente, e perciò peggio per noi. Però, però…La storia potrebbe finire qui come valutazioni ma c’è un piccolo particolare: non siamo uno stato a sé, non siamo una regione autonoma, ecc. ecc. >> Andrea Balìa - FORA... 08/06/2008
Cerco di capire il senso dell'uscita che sembrerebbe impolitica del presidente Napolitano sul travaso dei rifiuti industriali padani al Sud. Un fatto vecchio. D'altra parte se, in alto e in basso, la gente ha letto in Gomorra una cosa che aveva già introiettato - il che conferisce valore artistico al racconto - vuol dire che il più alto esponente della classe politica italiana ha scoperto l'acqua calda. Ma perché il presidente si è deciso a scoprire l'acqua calda. Il Nord è bello da prima che De Amicis ci spiegasse quanto. Non si può parlare male del Nord, che ci ha dato Garibaldi, Cavour, i Bersaglieri e Quintino Sella. Non lo si può fare sui giornali, in televisione, in parlamento. La mafia è cosa sudica. Anche i rifiuti, come pure la viltà politica. >> Nicola Zitara - FORA 07/06//2008
Queste terre dopo i Romani ebbero principati e al 1130 la monarchia. Prima furono re Normanni, poi Svevi, Angioini, Aragonesi, Austrìaci e Borboni. La feudalità surta co' Barbari, necessario freno all'anarchia, potentissima dal trecento al cinquecento, calò intristendo, e ali' età dei nostri padri fini. Per quella nel reame avemmo disparità di ordini, altri percussori, altri soffèritori, moderati solo dal potere regio; quando la superiore Italia, avea minori disuguaglianze di ordini, e reggimenti popolari, con gelosie di municipii, e gare cittadine. ;>> Giacinto de Sivo - Voll. 1 e 2
La qualità della spesa pubblica e dei servizi che essa finanzia è centrale per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia: perché l’incidenza della spesa sul prodotto è in quelle regioni più elevata; perché l’utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche – troppo spesso distolte verso interessi particolari o preda della criminalità organizzata – contribuisce a mantenere il Mezzogiorno nella sua condizione di arretratezza e dipendenza economica. >> Considerazioni finali - www.bancaditalia.it
Parafrasando la celebre tiritera del botta e risposta tra padre e figlio nell’indimenticabile commedia eduardiana “Natale in casa Cupiello”, diciamo chiaramente che ‘O decreto nun ce piace, il decreto (1) sui rifiuti non ci piace. Non per il fatto che si sia deciso di adottare la linea dura, – se fosse dipeso da noi lo avremmo fatto nel gennaio 2008 di fronte allo scempio mediatico mondiale a cui fu sottoposta la Campania felix – quanto per alcune scelte riguardanti esercito e magistratura. >> Zenone di Elea - 31/05//2008
Il 17 maggio, presso il Cinema Teatro Nuovo di Siderno (RC), a cura dell'Associazione Due Sicilie e del Comune di Siderno, con il contributo di “Sensation Profumerie”, è stato presentato il libro "Controstoria dell'unità d'Italia - Fatti e misfatti del Risorgimento", del giornalista e saggista Gigi Di Fiore. Sono giunte persone da tutta la Calabria ed anche da fuori regione per partecipare all'incontro. Da segnalare, inoltre, la gradita e partecipata presenza di un gruppo di studenti del Liceo Scientifico di Locri. >> Associazione Culturale Due Sicilie - Gioiosa Jonica (RC) - 27/05//2008
L'avanzare della globalizzazione neoliberista ha, da tempo, messo in crisi la politica in tutto il mondo. I nuovi centri di potere economici e finanziari globali stanno sempre più ridimensionando gli spazi delle politiche nazionali. Negli stati, le economie, le politiche sociali ed ambientali sono state subordinate e condizionate da questo tipo di economia planetaria, poco propensa a riconoscere le diversità territoriali. >> Antonio Gentile - www.laltrosud.it
La civil religion di crispina memoria - col fascismo il culto delle italiche glorie fu accentuato ed esteso ad epoche remote come l'impero romano – è in disfacimento irreversibile. In nome del mito della Patria Una si sono allevate intere generazioni: un mito che non aveva fondamenta solide e che ora si vanno sgretolando. La Lega Nord espressione politica proprio di quelle regioni che guidarono l’unificazione e ne trassero i benefici maggiori e l'astro nascente dell'autonomismo siciliano, l'MPA di Lombardo, daranno il colpo di grazia al prodotto di un vero e proprio imbroglio storico e storiografico. >> Zenone di Elea - 21/05//2008
In Italia si riscontra una situazione intollerabile, indegna di un paese civile. L'Italia è l'unico paese al mondo, che ha al suo interno la regione più ricca di un intero continente (la Lombardia) e, allo stesso tempo, la regione più povera dello stesso continente (la Calabria). L'Italia è l'unico paese che vede la migrazione sistematica di lavoratori e di giovani da una parte all'altra del suo territorio, con la conseguente valorizzazione civile e sociale di alcune regioni a discapito di altre. L'aspetto più grave è che non c'è alcun intellettuale, alcun uomo politico, alcun sindacalista, che denunzi con la necessaria energia questa situazione indegna, che in un qualunque paese civile determinerebbe tensioni e proteste gravissime. >> Edoardo Spagnuolo - Terra Nostra n. 1 - 2008
Quando i CDS furono contattati dalla segreteria nazionale della MPA per una eventuale sinergia per l’ultima tornata elettorale, rimanemmo un bel poco spiazzati, il sodalizio si era da pochissimo formato, anche se molti degli aderenti al movimento si conoscevano da lungo tempo, rimanemmo spiazzati e sorpresi ed anche abbastanza contenti del fatto di essere stati contattati da Lombardo, perché in un certo qual modo significava una certificazione della bontà del progetto Comitati ed anche di una riconosciuta e certa serietà dei componenti stessi del nostro circolo. >> Fiore Marro - Caserta 12 maggio 2008
I numerosi commenti all’articolo “Il Tempo è maturo” dimostrano come il tema della nostra identità venga sentito di primaria e propedeutica importanza per l’azione sia politica che culturale. Inoltre, mi hanno dato spunti di riflessione e soprattutto la certezza che la Nazione Napoletana non è morta, e che personalmente speravo, quando ho aperto il blog “Orgoglio Napolitano” a settembre 2007. Bisogna parlare a tutti di Nazione Napolitana e convincere sempre più gente. Non bisogna darsi per vinti. >> Joseph Epomeo - 06/05//2008
Primavera del 2007. Petra e io passeggiamo nel Parco Ventaglieri, nel centro di Napoli, facendo attenzione ai gradini rotti e alle grate su cui poggiamo i piedi, la manutenzione dello spazio è scarsa e l’effetto della furia dei ragazzini e degli agenti atmosferici trovano poco rimedio. Lei è una giornalista tedesca, di Monaco, e ha voluto incontrarmi per parlare della mia città, sa della situazione dell’emergenza rifiuti, chiede delucidazioni e, dall’alto della sua tradizione civica, esclama “Capisco tutto: la corruzione, il malgoverno... ma come è possibile che qui i politici siano arrivati al punto di permettere un disastro ambientale che umilia anche loro?” Maurizio Braucci - lostraniero - N. 92 Febbraio 2008
La cattura Salvatore Lo Piccolo e di suo figlio Sandro in un sordido covo nella borgata palermitana di Giardinello segna sicuramente un passaggio epocale. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha dichiarato, sebbene con prudenza e senza trionfalismi, che Cosa Nostra non ha più un vertice e che è ormai una “organizzazione destrutturata” con scarse possibilità di movimento e di iniziativa. Tuttavia, sono forse troppo ottimisti coloro i quali deducono da questa osservazione che l’intelaiatura gerarchica della mafia (la cui forza specifica risiede appunto nella collegialità) si stia sgretolando sotto i colpi di una crisi irreversibile, che la cupola sia crollata, sia ormai un rudere che difficilmente potrà essere puntellato e restaurato. Marcello Benfante - lostraniero - N. 90/91 - 2007/2008
Dalla morte di Falcone e Borsellino le mafie italiane sono mutate, un po’ perché i mercati criminali si sono ulteriormente globalizzati; un po’ perché, dovendo far fronte a una nuova legislazione antimafia, alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e al 41 bis, si sono spesso piegate come giunchi pur di non spezzarsi. Le più potenti cosche siciliane, campane, calabresi, pugliesi oggi abitano l’Italia (non solo le loro regioni d’origine) in modo diverso e – più moderne dello Stato che dovrebbe reprimerle – sanno come entrare nel mondo delle imprese, delle banche e della finanza da una posizione di forza che si basa essenzialmente sue due capisaldi: immissione sul mercato di un ingente flusso di denaro da riciclare, proveniente dalle estorsioni e dal traffico di droghe; compressione straordinaria del costo del lavoro e della produzione, nei casi in cui producono ed erogano occupazione. Alessandro Leogrande - lostraniero - N. 90/91 - 2007/2008
Prima dell'unità, l'Italia (o meglio la Toscopadana) era considerata il paese delle cento città. A metà Ottocento nessuna nazione dell'occidente poteva vantare altrettante città e altrettanto famose. Vi erano otto città capitali o ex capitali: Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Napoli e Palermo. Queste città, alle quali bisogna aggiungere Padova e Bologna, erano note a qualunque europeo colto. A tale atlante urbano il Sud continentale partecipava poco o niente, perché il Regno era vasto e la capitale era una sola. Persino Capua, con la sua storia che attraversa i millenni, Amalfi, antesignana dell'Italia marinara, Taranto madre di traffici mediterranei e fautrice di secolari guerre contro Roma, stimolavano soltanto qualche ricordo scolastico. >> Nicola Zitara - FORA 07/04//2008
Credo sia permesso dire che le elezioni parlamentari del 13 aprile p.v. si sono già svolte, e non nel senso che si conosce (o si intuisce) il vincitore, ma nel senso che la materia su cui il futuro governo dovrà prodigarsi è già definita dalla crisi che investe la grande, la media e la piccola industria (per carità di patria detta) nazionale. La situazione non è allegra. La grandissima parte degli italiani lavora direttamente o indirettamente nella (e per la) produzione industriale. Spesso non ci si rende conto, ma tutto, dalla finanza e dalla banca ai trasporti, dall'erario nazionale a quello locale, dall'attività scientifica alla distribuzione, dal commercialista all'avvocato, dal medico al pescatore, dal pensionato al mendicante è associato in qualche modo al prodotto industriale. La stessa agricoltura ha al suo epicentro l'industria di trasformazione. >> Nicola Zitara - FORA 02/04//2008
Il parlamento della Napolitania deciderà quali e quante tasse mettere, facendo in modo che tutto il ricavato resti nella Macroregione. Tutti i forestieri che avranno una o più succursali delle aziende nel territorio Napolitano pagheranno le tasse sugli utili alla macroregione Napolitania. Il tetto massimo d’imposta sui proventi di attività o sugli stipendi non deve superare il 5% compreso i forestieri che risiedono da almeno cinque anni nel territorio. I forestieri non residenti titolari o soci d’imprese con sedi o succursali in Napoliania pagheranno il 10% dei ricavi. >> Joseph Epomeo - 12/03//2008
Deputato della destra, e però non accusato mai né sospetto di caldeggiare idee avverse alla monarchia Costituzionale, od a quel pacifico andare, ch'è la ragion suprema ed obbiettiva, la idea archetipa di ogni reggimento; eletto da quel collegio istesso che l'anno 1848 mi deputava al Parlamento napolitano, e vincitore nell'agone elettorale, tuttoché con assai male arti facesse guerra alla mia Candidatura la oscena setta dei piemontizzatori, a quei di trapotente in questo mio infelicissimo paese; cittadino napolitano, e sin dalla prima età caldo e costante zelatore del bene e dell’onore della mia patria; avea fatto disegno di levar finalmente la voce contro le enormità di modesto governo in queste provincie meridionali, si tosto sarebbersi riassembrati nelll'aula parlamentare i rappresentanti della nazione. >> Marzio Francesco Proto Carafa Pallavicino 20 Novembre 1861
| La
nostra bandiera è candida, non nera
nè rossa. (FDV,
23 febbraio 2006) |
| L'mpa
raccoglierà qualcosa, perchè quando i frutti son
maturi qualcuno dall'albero cade, ma tanti ne resteranno ancora sull'albero. (FDV, 23 febbraio 2006) |
| Il
tempo dirà tutto alla posterità. E’ un
chiacchierone, e per parlare non ha bisogno di essere interrogato. (Frammento, Euripide) |
| Il
disprezzo del passato o è ignoranza o è paura. (Ugo Ojetti) |
| Tutte
le verità attraversano tre fasi: prima le si mette in
ridicolo, poi vengono attaccate violentemente, e infine vengono accettate come ovvie. (A. Schopenhauer) |
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