
L'alunno Greco era stato il classico salatore finché il preside non convocò il padre e lo mise sull'avviso. "Se va oltre con le assenze, non sarà promosso. Così vuole la legge".
Il padre, calzolaio, spiegò al figlio come e perché non dovesse marinare. Glielo spiegò in modo convincente, sfibbiandosi la larga cintura di cuoio e somministrandola sulla schiena del figliolo quanto bastò a farlo convinto. Da allora l'alunno Greco è il primo ad entrare in classe e l'ultimo ad uscire.
Studia con quel tanto di profitto che pur figlio di calzolaio
calabrofono riesce ad esprimere, rispetta gli insegnanti e, quando
incontra per caso il preside, svicola per non farsi notare.
Con la sua nuova mentalità, rifatta a suon di busse, l'alunno
Greco fece fallire lo sciopero degli insegnanti. Gli insegnanti infatti
non scioperano per tre motivi. Primo, perché dei loro scioperi
non importa a nessuno; né ai ragazzi che sono felici di perdere
la lezione, né alle famiglie che badano al diploma finale,
né alla Moratti la quale ? credo ? consideri la scuola come una
esattoria delle imposte.
Secondo, perché gli insegnanti con i dieci o venti euro di
aumento che riuscirebbero a spuntare non risolvono un bel niente.
Terzo, perché al primo annunzio di uno sciopero degli
insegnanti, sono gli alunni a programmare una vacanza. La vacanza
è gradita ai professori, ma è stupido perdere un giorno
di paga solo per rispettare un principio e per amore verso un sindacato
che pare stia più dall'altra parte che dalla loro.
Quello che conta è la vacanza e per averla è sufficiente
la totale assenza degli alunni. I professori vanno regolarmente a
scuola, mettono la richiesta firma di presenza e, non avendo alunni,
sono liberi. Si tratta dello " sciopero possibile " a una categoria
senza illusioni e senza speranze. Comunque anche questo sciopero
annacquato fu rovinato dall'alunno Greco.
Costui si era così perfettamente disciplinato che si
presentò a scuola anche il giorno dello sciopero. Quando gli
insegnanti lo videro entrare rimasero di sasso, perché sapevano
in partenza quanto poi sarebbe accaduto. Infatti quando la
professoressa DAria si fece avanti e interloquì il preside ? "
Un solo alunno! Lo mandate a casa ?" ? Questi rispose perentorio: " E
che, le leggi ce le mettiamo sotto i piedi ?"
Restarono in cinque, per le cinque ore di lezione previste, più
il vicepreside, più la segretaria, più l'applicato,
più tutti e cinque i bidelli. Il vice concesse ai docenti per
quel giorno di fumare. L'alunno Greco fu risospinto in fondo all'aula,
la bidella portò le sedie, il bidello andò a casa a
recuperare una stufetta elettrica e fecero circolo. Fumarono un'intera
stecca di Malbloro.
L'alunno Greco stava muto e immobile come una statua in fondo all'aula
ad ascoltare. Passò la prima ora. Passò la seconda.
Passò la terza.
Ma i rintocchi della terza campanella non erano ancora cessati, che
Greco saltò sul banco e cominciò a declamare. Non posso
riportare per i lettori il testo dell'allocuzione, perché essa
fu pronunciata in lingua tedesca. Infatti il ragazzo era nato e
cresciuto in Germania con la famiglia emigrata. Posso riferire solo il
contenuto della traduzione che ne fece la professoressa di inglese, la
quale conosce qualcosa di tedesco.
"La televisione ieri sera ha detto che lo sciopero lo dovevate fare voi
professori e non gli alunni. Se non fosse per le legnate che mio padre
mi darebbe, qui non mi vedreste mai più. Intanto vi dico che
potete farla in... Amen assieme ai vostri sindacati! ".
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